Spello ed il suo genius loci PDF Stampa E-mail
Martedì 21 Aprile 2009 16:26

Sempre più spesso, nel campo della valorizzazione del territorio si parla di genius loci, locuzione che individua l'insieme delle caratteristiche socio-culturali, architettoniche, di linguaggio, di abitudini che caratterizzano un luogo, un paese. Si sottolinea, cioè, sempre più frequentemente la necessità di riscoprire i valori portanti delle proprie radici per utilizzarli come strumenti di marketing e rendere più attraenti ed appetibili le proprie città. In un certo senso, è genius loci il Sagrantino per Montefalco, il Medioevo per Bevagna, la statua del Dio Marte per Foligno.

Ma la nostra terra, così ricca di storia e di arte, dovrebbe continuare ad utilizzare ed affinare questo modus operandi, anche per quei luoghi che hanno ormai individuato il loro genius. Spello è famosa per le magnifiche infiorate - caduche e preziose opere d’arte che pregiano le strade ed i vicoli la domenica del Corpus Domini - per le meravigliose chiese ed i capolavori del Pinturicchio, ma anche per alcune opere di epoca romana che le hanno procurato l’appellativo di Splendidissima Colonia Julia. Tra le vestigia di epoca romana, forse meno visibile delle altre perché esposta all’interno di una sala del Municipio, si annovera il Rescritto di Costantino, una lapide integra del IV secolo dopo Cristo, con la quale l’Imperatore Costantino, proclama Spello Santuario Federale e concede alla città di celebrare i ludi religiosi con gli spettacoli teatrali e dei gladiatori per l'intera Umbria, di assumere il nome di Flavia Costans e di edificare un grande tempio in onore della Gente Flavia. Il pensiero non può che spostarsi al Teatro Romano che si trova nella zona nord ovest della città, fuori le mura, di fronte alla chiesa di San Claudio, nelle immediate vicinanze di Villa Fidelia. Verosimilmente quel teatro venne realizzato dopo il Rescritto di Costantino ed è una testimonianza tangibile dell’opportunità che l’imperatore volle dare alla Splendidissima Colonia Julia. Purtroppo sull’antico teatro si sono abbattuti implacabili oltre ai secoli, l’incuria e le continue ruberie che ne avevano fatto una vera e propria cava di materiale inerte. Ma il teatro è stato utilizzato anche in tempi recenti. Gli ultimi spettacoli risalgono a circa un trentennio fa. Un acustica magnifica mi dicono… Il bene è, poi, passato alla Provincia e da allora più nulla. Soltanto una recinzione per evitare che qualcuno possa entrare e poi ancora incuria ed “erbacce” quasi fino a renderlo invisibile. Auspico che Spello si riappropri del suo Teatro Romano, lo recuperi consolidandolo e ristrutturandolo per adibirlo ancora a quegli “…spectaculum tam scenicorum ludorum quam gladiatorii muneris exhibere…” che tanto a cuore stavano a Costantino. Naturalmente non saranno sufficienti i buoni auspici: occorreranno volontà e finanziamenti per intraprendere un lungo itinerario che vale, certamente, la pena percorrere.

Luca Radi

Ultimo aggiornamento Mercoledì 12 Agosto 2009 14:45
 

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