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Venerdì 20 Febbraio 2009 21:43

HISPELLUM

"FESTA ROMANA"

22 - 23 - 24 - 25 - 26  agosto 2012


Programma edizione 2012

Depliant completo di  "Hispellum 2012" [16MB]


“Voi non ve lo immaginate neppure da chi si va a cena oggi! Da Trimalcione!…”.

Così Petronio, nel suo Satyricon, da avvio alla famosa cena di Trimalcione.

Proprio a Spello, nell'ultimo week-end di agosto, in occasione della
manifestazione "Incontri per le Strade", vengono proposti eventi gastronomici interamente ispirati alla cucina dell’impero. Spello offre uno sfondo particolarmente suggestivo, animato per di più da sequenze di luci, da suoni, da musica. Il tutto contribuirà a rievocare la vita che un tempo si svolgeva nella “Splendidissima Colonia Julia” il quale impianto urbano fu completato tra l’età dei triumviri e quella di Augusto.
Posta al centro di un’area densamente abitata, Spello è fortemente valorizzata dalla sua collocazione lungo le estreme pendici del Monte Subasio che rende lo scenario quanto mai unico e suggestivo. Un ambiente, quindi, ricco dal punto di vista naturalistico e storico, denso di tradizione, di cultura, con una sua peculiare identità da salvaguardare e valorizzare al meglio. In un presente così tecnologico e frenetico un tuffo nel passato per ricalcare i passi e le conquiste dell’uomo.

"Hispellum" rievoca la data di maggior lustro della storia spellana: il 336 d. C.. E’ questo presumibilmente l’anno in cui perviene in città il “rescritto di Costantino”, il documento epigrafico ove il grande imperatore riconosce a Hispellum l’antico ruolo di capitale federale degli Umbri.
Con il rescritto Roma consente di tornare a celebrare in terra spellana, le manifestazioni rituali dell’antica lega delle città umbre.
Hispellum vuole allora raccontare il periodo latino partendo dal punto di vista degli Umbri, conquistati dai Romani, ma ancora con un forte senso di appartenenza etnica che si riverbera in riti sacri, ludi scenici e gladiatori dell’età imperiale.
Le tavole eugubine, uno dei più grandi testi dell’antichità classica, raccontano infatti come gli Umbri fossero organizzati in città stato federate tra loro con un forte senso delle cerimonie rituali che perpetuarono nella tradizione etrusca e latina.
Il riconoscimento di Costantino e le straordinarie dimensioni dell’area ludico sacrale di Spello, lungo l’odierna via Centrale Umbra, dimostrano che il Santuario, ancora evidente sotto Villa Fidelia, l’anfiteatro, le terme ed il teatro fossero i luoghi deputati, dall’epoca pre-romana fino all’età imperiale, all’antico “nomen” umbro in chiave di conservazione dei culti e delle tradizioni originarie.
Questo enorme patrimonio identitario, di un’incredibile potenzialità ancora oggi profondamente inespressa in Umbria, necessita di un serio approfondimento con le Istituzioni nazionali e regionali sugli indirizzi turistico-culturali da conferire nei prossimi anni a questo territorio.




Edizioni precedenti



Video edizione 2010


HISPELLUM - SPELLO E IL MONDO ROMANO

PANEM ET CIRCENSES

Galleria Immagini edizione 2009 - 2010 - 2011

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Hispellum rievoca la data di maggior lustro della storia spellana: il 336 d. C.. E’questo presumibilmente l’anno in cui perviene in città il “rescritto di Costantino”, il documento epigrafico ove il grande imperatore riconosce a Hispellum l’antico ruolo di capitale federale degli Umbri.
Con il rescritto Roma consente di tornare a celebrare in terra spellana, le manifestazioni rituali dell’antica lega delle città umbre.
Hispellum vuole allora raccontare il periodo latino partendo dal punto di vista degli Umbri, conquistati dai Romani, ma ancora con un forte senso di appartenenza etnica che si riverbera in
riti sacri, ludi scenici e gladiatori dell’età imperiale.
Le tavole eugubine, uno dei più grandi testi dell’antichità classica, raccontano infatti come gli Umbri fossero organizzati in città stato federate tra loro con un forte
senso delle cerimonie rituali che perpetuarono nella tradizione etrusca e latina.
Il riconoscimento di Costantino e le straordinarie dimensioni dell’area ludico
sacrale di Spello, lungo l’odierna via Centrale Umbra, dimostrano che il Santuario, ancora evidente sotto Villa Fidelia, l’anfiteatro, le terme ed il teatro fossero i luoghi deputati, dall’epoca pre-romana fino all’età imperiale, all’antico “nomen” umbro in chiave di conservazione dei culti e delle tradizioni originarie.
Questo enorme patrimonio identitario, di un’incredibile potenzialità ancora oggi profondamente inespressa in Umbria, necessita di un serio approfondimento
con le Istituzioni nazionali e regionali sugli indirizzi turistico-culturali da conferire nei prossimi anni a questo territorio.
Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Agosto 2012 15:15